Il Presidente accoglie le delegazioni presenti d’Africa, (Camerun), d’America Latina (Bolivia, Colombia, Perù), d’Asia (India, Giappone, Kirghizstan, Nepal), d’Europa (Spagna, Francia, Italia, Svizzera) e saluta i rappresentanti d’Africa, (Marocco, Kenya), d’America Latina (Brasile, Equador), d’Asia (Cina, Uzbekistan) d’Europa (Georgia, Romania, Polonia) iscritti ma trattenuti da impedimenti finanziari sopraggiunti all’ultimo momento.
La decisione di tenere la prima seduta internazionale dell’associazione nel piccolo comune montano di Ispoure, nel cuore dei Paesi Baschi, riveste una forte dimensione simbolica, affermando la volontà di uomini e donne di riunirsi perché l’organizzazione del mondo, unicamente per mezzo dei suoi capitali, non sia più una fatalità.
Il Presidente desidera ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questa avventura, in particolar modo i Presidenti che si sono susseguiti dell’ANEM, dell’AEM e dell’UNCEM, e procede a un giro di interventi continente per continente così come disposto dall’incontro di Quito. I processi avviati in Asia e America Latina prevedono la costituzione progressiva di APMM nazionali o regionali.
Il Presidente procede in seguito alla designazione dei membri del Consiglio, su proposta delle delegazioni presenti. Viene accordato un termine massimo di 2 mesi per la conferma delle nomine, in conformità dei meccanismi di concertazione stabiliti fra i membri di alcune delegazioni.
Consiglio Plenario APMM
La sua composizione è approvata all’unanimità. Conformemente a quanto disposto dagli statuti, esso è costituita da 30 membri titolari e 30 sostituti, ripartiti in tre collegi :
- Collettività amministrative (o governi locali) e comunità montane (50 %, ovvero 15 seggi)
- Rappresentanti delle organizzazioni e associazioni operanti in montagna (35 %, ovvero 10 seggi)
- I soci diretti, fra i quali i ricercatori (15 %, ovvero 5 seggi)
Il Consiglio plenario comprende anche personalità qualificate scelte in base alla loro competenza e all’impegno, oltre a delegati delle organizzazioni fondatrici. Alle riunioni sono invitati a partecipare sia i rappresentanti delle organizzazioni associate che gli osservatori.
Consiglio esecutivo
Per soddisfare le necessità di rafforzamento della funzione presidenziale in questa fase attiva della costruzione e della strutturazione dell’Associazione, oltre ai 5 Vice Presidenti territoriali che rappresentano i 4 continenti in cui l’associazione è presente (1 per l’Europa, 2 per l’Asia, 1 per l’Africa, 1 per l’America Latina), si procede alla designazione di un vice presidente extraterritoriale e di 6 Vice Presidenti tematici in modo da consentire l'esecuzione di missioni a sostegno del Presidente. Come previsto dagli statuti, questo Consiglio “ristretto” agisce in funzione di una delega di potere per seguire da vicino le attività dell’associazione. Esso è composto come segue:
Presidente : Jean LASSALLE (Francia)
5 Vice-presidenti territoriali
- Africa : Hanta RABETALIANA (Africa – Madagascar)
- America : José CERRUTO (America latina – Bolivia)
- Asia : Shrikrishna UPADHYAY (Himalaya – Nepal)
- Asia – Pacifico – Oceania (da designare )
- Europa : Valerio PRIGNACHI (Italia)
1 Vice-presidente extra-territoriale : Organizzazioni internazionali : Jorge LEON (Equador)
6 Vice-Presidenti tematici (investiti di missioni specifiche)
- Istituzioni europee : François MAÏTIA (Francia)
- Cooperazione internazionale : Jean BOURLIAUD (Francia)
- ONG Umanitarie : Gabrielle NANCHEN (Svizzera)
- Strutturazione APMM : Louis ALTHAPÉ (Francia)
- Fondazione « Montagne del Mondo » : Jean DIGONNET (Francia)
- Ricerca : Denis BLAMONT (Francia)
Segretario Generale : Pierre RÉMY (Francia)
Tesoriere : Da designare
Riunito a Ispoure nei Pirenei Francesi e dopo 5 giorni di dibattito, il giorno 5 settembre 2003 il Consiglio dell’APMM appena costituito ha adottato la Carta, gli statuti, i principi di finanziamento e il programma di lavoro dell’Associazione in conformità del mandato ricevuto dall’Assemblea Generale di Quito (Equador) del 20 settembre 2002.
Visto tutto quanto precede, il Consiglio ha adottato le seguenti decisioni :
Statuti
Con riserva di approvazione definitiva nella prossima assemblea generale, gli statuti dell’APMM del 27 luglio 2001 sono stati modificati dal Consiglio plenario secondo quanto stabilito dal mandato rilasciato dall’Assemblea Generale di Quito del 20 settembre 2002.
Il testo revisionato integra le proposte relative alla composizione dei diversi collegi, alla rappresentatività dei rappresentanti nominati, all’autonomia di azione delle sedi regionali di APMM e alla nomina di vice presidenti tematici.
Principi e modalità di finanziamento
L’Assemblea Generale di Quito aveva decretato il principio di una partecipazione degli associati in funzione dei loro mezzi come prova del loro impegno, per conferire una maggiore legittimità all’associazione e per garantire la sua indipendenza.
Pertanto il Consiglio ha adottato all’unanimità (meno un’astensione) i cinque principi che seguono:
- Il contributo di base è quello dei membri stessi. Adottando la Carta, le popolazioni montane dichiarano di voler “essere artefici del proprio destino” e di assumersi i propri oneri.
- Per i singoli individui la base di calcolo, semplice e universale, corrisponde al reddito medio di una giornata. Sarà richiesto uno sforzo supplementare alle collettività europee, mentre altrove ogni paese fisserà il proprio livello di contribuzione.
- Sarà ricercata una partnership con le imprese sulla base della fiducia.
- Una « Fondazione delle montagne del mondo » verrà istituita col favore della nuova « legge sul patrocinio, le associazioni e le fondazioni » che incoraggia l’esenzione fiscale per le associazioni e semplifica le formalità di costituzione legale.
- Le adesioni alle APMM locali e regionali saranno gestite localmente.
In applicazione di tali principi, le percentuali dei contributi europei sono state adottate.
Tali modalità europee non costituiscono una misura generale e potranno essere liberamente adattate dagli altri continenti poiché l’adesione avviene a livello locale (articolo 28 degli statuti).
Infine si ricorda che l’adesione all’APMM deve avvenire per mezzo di una richiesta scritta, che implica l’adesione agli statuti e alla Carta, che viene considerata effettiva dopo il versamento della quota e che implica l’impegno a partecipare dinamicamente alle attività dell’associazione.
Carta delle popolazioni di montagna del mondo
Dopo un dibattito durato diverse settimane in seguito alla sua diffusione, il testo della carta delle populazionni di montagna del mondo emendato viene adottato all’unanimità. La Carta vincola ogni firmatario a cui essa consente di esprimere la propria volontà di lavorare insieme e di promuovere una determinata idea della montagna e del suo futuro. Si tratta di un documento dichiarativo e relativo all’identità dell’Associazione, ma volto comunque all’azione e pertanto evolutivo. Viene richiesto a tutte le parti che venga effettuata un’adeguata traduzione del testo adottato.
Programma d’azione 2003 - 2004
L’azione dell’APMM è caratterizzata da due livelli e due tipi di azioni :
- L’azione politica condotta a livello globale che va dalla produzione alla promozione di concetti mirati a sensibilizzare l’opinione pubblica e i decision-maker internazionali rispetto alle problematiche delle popolazioni montane.
- L’azione concreta sul campo in merito a progetti locali di sviluppo elaborati e messi in opera dagli abitanti stessi delle montagne, che assumono il ruolo di esperti.
Poiché questi due livelli di intervento sono strettamente legati, l’APMM deve incoraggiare la creazione, ovunque si riveli necessario, di piattaforme decentralizzate di scambi e incontri per permettere alle popolazioni montane di avere accesso al dibattito politico, la difesa degli propri interessi specifici nei contesti istituzionali nazionali e internazionali e l’agevolazione di progetti così come descritto nei propositi della Carta.
Per assicurare l’efficacia della sua azione politica, occorre trovare il livello di intervento migliore, i luoghi e i procedimenti più strategici in cui investire, tenuto conto delle risorse limitate della struttura federativa. In questa prospettiva il Consiglio si è prefissato le seguenti cinque priorità:
- Contribuire alla costituzione delle APMM locali e regionali. Il gruppo di persone che lavorano o potrebbero lavorare insieme è la priorità più importante per l’associazione che mira ad agire a livello mondiale. I processi di sviluppo e di rafforzamento di questa rete saranno messi in atto secondo un calendario e secondo le modalità proprie di ogni regione.
- Contribuire alla costituzione di centri di risorse e di scambi. Le risorse sono gli abitanti stessi delle montagne, che figurano come esperti per gli altri abitanti di montagna. Dunque questi centri devono costituirsi localmente con il sostegno dell’APMM il cui ruolo è di metterli in relazione.
- Organizzare incontri a obiettivi multipli a livello regionale. Tali forum aperti al dialogo dovrebbero permettere di portare a conoscenza delle amministrazioni e dei governi i desideri, le rivendicazioni, le necessità e l’esperienza delle popolazioni. Il ruolo dell’APMM è di creare una rete di iniziative e di fornire loro un sostegno adeguato le cui forme devono ancora essere determinate.
- Intensificare l’azione e affermare la presenza internazionale dell’APMM attraverso le sue sedi locali e regionali, ovunque vengano prese decisioni suscettibili di avere conseguenze importanti sulla vita delle popolazioni montane, sia sul piano mondiale (OMC, ONU…) che su quello regionale (ALCA, ecc.). Assicurare inoltre la propria presenza all’interno delle convenzioni internazionali in cui i rappresentanti delle popolazioni devono far sentire la propria voce. Partecipare alla partnership internazionale sullo sviluppo sostenibile delle montagne in atto in tutte le regioni montane del mondo, con un ruolo di collegamento, di informazione sulle decisioni adottate, sugli orientamenti di tale partnership e sulle opportunità di alleanza con altri partner.
- Prendere l’iniziativa di riflettere su un marchio internazionale per la montagna. L’APMM ritiene che questo progetto costituisca un mezzo privilegiato di confrontare le situazioni in cui versano le popolazioni dei territori montani e di affrontare orizzontalmente l’insieme delle problematiche.
Il Consiglio affida alla Segreteria Generale, in relazione con l’esecutivo, il compito di attivare tale piano d’azione e di proporne il calendario di esecuzione.
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