Origine
L’APMM può essere considerata come l’espressione, su scala mondiale, del movimento multisecolare di solidarietà degli abitanti delle zone montane. La montagna ha infatti una lunga tradizione di solidarietà. Senza di essa le popolazioni montane non avrebbero potuto sopravvivere e progredire in un ambiente così difficile e impegnativo. La solidarietà si è instaurata anzitutto all’interno delle comunità tradizionali di montagna, ma con l’apertura al mondo tali comunità hanno preso coscienza del fatto che altri territori di montagna devono affrontare le stesse sfide e che sia quindi auspicabile incontrarsi, sollecitare uno scambio e una cooperazione per trovare soluzioni comuni. Esse hanno anche capito che il loro destino non verrà deciso solo a livello locale, ma anche a livello nazionale, dove vengono prese le decisioni vincolanti per l’avvenire dei loro territori, e che pertanto si rende necessario essere presenti ed esercitare un peso su tali decisioni. Infine hanno capito che l’evoluzione della montagna non è un tema che solo le popolazioni che la abitano devono affrontare, ma tutta l’umanità, in ragione dell’apporto eccezionale di tali territori (quasi il 35% della superficie dei continenti, 15% della popolazione mondiale) all’ambiente, alla cultura mondiale, all’economia, e che di conseguenza la montagna rappresenta una dimensione universale che richiede l’intervento della comunità internazionale.
Partendo da queste tre osservazioni gli abitanti delle montagne hanno deciso di instaurare nuove forme di solidarietà e di organizzazione, che hanno inizialmente visto la luce nei paesi montuosi d’Europa (Svizzera, Italia, Francia, ecc.), dove sono nate associazioni di agricoltori di montagna e collettività territoriali, prima unicamente a livello nazionale e dopo anche europeo. Tale processo si è poi esteso a tutto il resto del pianeta in seguito alla realizzazione, a giugno del 2000 e su iniziativa dell’Associazione Nazionale degli Eletti della Montagna e di Chambéry, di un Forum Mondiale della Montagna che ha dato origine, qualche mese dopo, all’APMM (aprile 2001)cui è stata affidata una duplice missione: l’apertura di uno spazio di cooperazione e di scambio fra territori di montagna per condividere conoscenze e mezzi e la creazione di uno strumento di espressione e di azione internazionale per promuovere azioni e politiche all’altezza delle nuove sfide che la montagna si troverà a dover affrontare.
Progetto
Nel settembre 2002 a Quito, nel cuore delle Ande, l’APMM ha definito il suo progetto sotto forma di una Carta delle popolazioni di montagna del mondo. Tale Carta ha una portata e un’ambizione universali: essa mira infatti ad avviare uno sviluppo « equo e sostenibile ». Equo per le popolazioni, che devono poter accedere agli stessi diritti civici, mantenere il controllo delle proprie risorse e della gestione del proprio territorio, beneficiare appieno dei frutti della loro valorizzazione, essere riconosciute nell’identità e nella diversità delle loro culture, disporre di un’ampia autonomia d’azione, beneficiare di una giusta perequazione della ricchezza nazionale. Sostenibile per i territori, grazie a un processo di diversificazione delle attività, di valorizzazione dei prodotti, di padronanza nell’utilizzo dello spazio, di protezione delle attività agricole e forestali, di mantenimento della biodiversità, di gestione economa delle risorse naturali. Progredire rapidamente in queste direzioni presuppone un impegno forte della collettività nazionale e della comunità internazionale verso questi territori, una cooperazione rinforzata fra le popolazioni di montagna, un dialogo permanente fra i decision-maker e i rappresentanti delle popolazioni. Tali sono i grandi orientamenti del progetto messo in opera dall’APMM.
Programmi d’azione
L’APMM ha formalizzato in due programmi d’azione, di cui garantisce la committenza, le sue due missioni principali : accomunare le conoscenze e i mezzi tramite lo scambio e la cooperazione, dare impulso ad azioni e politiche nuove per raccogliere le nuove sfide che la montagna dovrà affrontare.
Programma d’azione n° 1 : « Scambio e cooperazione fra territori di montagna »
L’avvio di questo programma si basa su:
- L’instaurazione, in ogni paese di montagna, di organizzazioni che raggruppino le popolazioni di montagna (costituite sullo stesso modello dell’APMM) in grado di parlare a nome di tali popolazioni, di coinvolgerle, di mobilitarle per l’attivazione di progetti. Senza tali organizzazioni qualunque azione risulterebbe fine a se stessa e di scarso impatto reale.
- La conclusione di convenzioni di partnership e di scambio fra queste organizzazioni e i loro equivalenti, europei o non europei, per definire gli obiettivi, le forme e le condizioni della cooperazione in particolar modo nel campo del trasferimento delle conoscenze.
- L’organizzazione, ogni due anni, di un « Forum dei territori di montagna », costituito da tre componenti principali : seminario, informazione e partnership in grado di creare o rafforzare la dinamica di scambio e di cooperazione fra territori di montagna in occasione della sua preparazione, svolgimento e nei suoi sviluppi futuri.
Per associare tutte le partnership di montagna interessate al successo di questa impresa, è stata prevista la creazione di un « Centro per la cooperazione e lo scambio in montagna » che si appoggia a una Fondazione.
Programma d’azione n° 2 : « Nuove sfide, nuovi partner, nuovi strumenti »
Questo programma comprende principalmente tre punti principali :
- La sensibilizzazione dei governi e delle istituzioni internazionali circa le implicazioni della montagna e la ricerca comune di risposte adeguate alle nuove sfide cui si devono confrontare sia i territori montani che la nazione e la comunità internazionale. Una delle tappe più importanti di tale azione sarà la riunione a Parigi di una « Conferenza intergovernativa sulla montagna » nel 2006, dove i rappresentanti delle popolazioni di montagna potranno imbastire un dialogo con i rappresentanti dei governi e delle istituzioni internazionali.
- Il follow-up della situazione sui territori di montagna ai vari livelli (geopolitico, ambientale, culturale, ecc) al fine di conoscere ed apprezzare i diversi tipi di evoluzione e mettere quindi in opera azioni correttive o anticipatrici. La creazione programmata di un « Osservatorio internazionale della montagna » deve permettere di centralizzare le informazioni e di orientare le riflessioni e la ricerca.
- La messa a punto di proposte di politiche, legislazioni e programmi adattati alle zone montane, a partire dall’analisi di situazioni concrete, dalla valutazione degli strumenti esistenti e dalle loro eventuali mancanze.
Programma di azione 2003-2006
L’APMM ha lanciato alcuni progetti pilota seguiti da gruppi di
lavoro interni all’associazione ai quali partecipano dei rappresentanti
dei pubblici poteri e delle personalità qualificate.
Iniziative politiche e leggi
Nell’ambito della « Partnership
Montagna» lanciata nel 2002 durante
l’Anno internazionale della montagna e
coordinato dalla FAO, l’APMM si è prefissa
alcuni obbiettivi :
- identificare le necessità e priorità
delle popolazioni nelle varie regioni
di montagna
- censire ed analizzare le forme di
governo tradizionali che hanno provato
la loro efficacia
- censire ed analizzare i testi di
legge specifici che riguardano le
politiche di montagna nel mondo
- organizzare delle sessioni di
scambi e di formazione per i
governi, attori e persone locali avente potere decisionale, sulla
base di esperienze di sviluppo equo
e duraturo.
Per portare a buon termine queste missioni,
l’APMM dovrà coordinare la redazione
dei testi, in particolare a livello europeo,
ed organizzare per il periodo 2005-
2006 una sessione di lavoro in ognuna
delle sei grandi regioni di montagna del
mondo: America Andina – America del
Nord – Africa – Asia centrale –
Himalaya – Asia del sud-est.
Una partnership riunisce l’APMM,
l’UNCEM (associazione italiana degli
eletti della montagna) e l’EURAC
(European Academy) per l’animazione
del progetto la cui segreteria del quale
viene assicurata dalla FAO.
Marchio mondiale dei prodotti di montagna
L’APMM lavora all’elaborazione di un
marchio internazionale dei prodotti di
montagna, che permetterà di riconoscere
e qualificare i « savoir-être »,
« savoir-faire », tutti i tipi di produzioni
di beni e di servizi delle regioni di montagna
del mondo, nel duplice scopo di
migliorare l’economia di queste
regioni e di valorizzare la loro identità
e la loro cultura.
Questo marchio mondiale « prodotti
dei montanari del mondo » sarà proposto
come un « marchio ombrello »
per dei marchi più specifici a questa
regione di montagna o a quel prodotto
di montagna. La sua elaborazione
avverrà nell’ambito di un’ampia
partnership con le organizzazioni
internazionali esistenti e con le rappresentanze
nazionali e regionali
dell’APMM che saranno gli iniziatori
del processo.
Cooperazione tra territori di montagna
L’APMM vuole favorire la cooperazione
decentralizzata tra i territori di montagna
allo scopo di sviluppare degli scambi
d’iniziative e di savoir-faire (agricoltura,
gestione dell’acqua e delle risorse naturali,
trasporti, ecoturismo…). Intende in
particolare sviluppare le relazioni tra le
Ande e l’Himalaya.
Sono state già condotte delle esperienze
tra le città Andine e quelle alpine sulla
gestione concertata della risorsa in
acqua. Sono in corso anche delle convenzioni
tra le collettività di montagna del
Camerun e delle associazioni di eletti di
montagna a livello europeo.
Queste esperienze dovrebbero
condurre all’insediamento di una rete
delle città di montagna la quale sarà
coordinata a livello internazionale
dall’APMM. Il progetto permetterebbe di
mettere in comune i problemi e le soluzioni
di pianificazione e di gestione della
città in un contesto di montagna più
impegnativo e più costoso delle altre
città.
Culture tradizionali e montagna
È nei territori di montagna che si coltivano
le piante (coca, papavero, hashish)
a partire dalle quali vengono prodotte
le droghe dure essenzialmente consumate nei paesi occidentali. È
senza dubbio uno dei problemi,
insieme a quello della risorsa in acqua
pura e delle biodiversità, più sensibile
a livello planetario. Le popolazioni interessate
difendono i loro diritti alla
perennità degli usi tradizionali e culturali
di questi tipi di agricoltura.
Desiderano che delle alternative vitali
ed accettabili di sviluppo economico
globale permettano loro di sfuggire
all’uso illecito di tali produzioni e che li
aiutino a sopravvivere. È con questo
spirito che l’APMM ha rilevato in
Europa, presso il Parlamento europeo,
il processo originale dei produttori
ufficiali di coca boliviani situati in
montagna. L’Associazione spera di diffondere
questa riflessione e questa
azione ai territori e alle popolazioni di
altre regioni dove viene praticato
questo tipo di coltura: Marocco,
Afghanistan…
Conferenza ministeriale sulla montagna
L’APMM ha proposto al governo francese
di prendere l’iniziativa di organizzare
a Parigi la prima Conferenza
ministeriale internazionale sulla montagna
allo scopo di aprire un vero dialogo
tra i governi e le rappresentanze
delle popolazioni di montagna.
Questo processo è condotto con l’intento
di sensibilizzare direttamente i governi sulle poste in gioco che la
montagna rappresenta e di ricercare
insieme delle soluzioni che possano
insediarsi nell’ambito nazionale, continentale
o internazionale. Questa
Conferenza riunirà per la prima volta
gli Stati, le organizzazioni internazionali
competenti, le organizzazioni professionali
e gli attori della montagna
(eletti, comunità, ONG, associazioni,
ricercatori e semplici cittadini) rappresentati
dall’APMM.
La Conferenza dovrebbe concludersi
con una dichiarazione comune tra gli
Stati. Questa definirebbe anche i programmi
di azione della comunità internazionale
nei confronti di questi territori.
Apporrebbe così le fondamenta
politiche di uno sviluppo equo e duraturo
della montagna la cui elaborazione
sarebbe assunta dai firmatari.
Osservatorio internazionale della montagna
Un controllo della situazione dei territori
di montagna ai vari livelli (geopolitico,
ambientale, culturale, ecc.) è
necessario per conoscere ed apprezzare
le evoluzioni e mettere in opera
la politica appropriata. La creazione
programmata di un « Osservatorio
internazionale della montagna » permetterà
di centralizzare le informazioni
e di orientare la riflessione. Lo
stesso si appoggerà sulla rete dell’APMM quale mezzo di raccolta
delle informazioni più vicino al campo.
Si appoggerà anche sulle organizzazioni
internazionali, le amministrazioni
competenti, gli istituti scientifici.
Calendario
- Aprile 2005 : Incontro regionale himalaiano a Tripuradevi –
India
- Maggio 2005 : Ufficio esecutivo dell’APMM a Martigny –
Svizzera
- Giugno 2005 : Accoglienza di una delegazione della città di
Quito in Francia : partnership città andinecittà
alpine
- Settembre 2005 : Incontro regionale Andino a La Paz – Bolivia :"Territori, autonomi e Stato".
- Ottobre 2005 : Incontri regionali l’APMM Francia : Alpi,
Massiccio Centrale, Pirenei
- 1e semestre 2006 : 2e Assemblea generale dell’APMM e
Conferenza ministeriale internazionale sulla
Montagna – Parigi – Francia
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